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La mia grande passione, quella che mi prende ormai da quasi 20 anni è correre. Per questo motivo il blog che stai leggendo è dedicato molto al mondo della corsa o podismo o running come lo si voglia chiamare. Solo che, correndo da solo per ore e ore come fa un lonely runner come me, hai veramente tanto tempo per pensare, riflettere, capire le cose. Alla fine, la vita è fatta di passioni e le passioni generano pensieri. Perciò nutrendomi di questa passione io in realtà le coltivo tutte, perchè in quei momenti di serenità ci posso pensare e me le posso gustare, godere, apprezzare tutte. Di corsa.


venerdì, 06 novembre 2009
Non molto larga, questa banda

Come avrete letto, scrivo pochissimo o quasi in quanto privo a casa di una connessione telefonica. Ho una piccola chiavetta GPRS che usa la rete GSM di Wind, ma da queste parti in Mugello viaggia più lenta persino nel vecchio modem a 56K di quelli che usavamo una volta: magari avercelo adesso! In una rete che diventa sempre di più il modo migliore se non l'unico di chiedere informazioni, anche riguardo il settore della Pubblica Amministrazione, è molto grave che sia impossibile per tante zone avere accesso a contenuti della rete. E a me va bene: i miei cognati meno fortunati abitanti a Luco del Mugello sono anni che chiedono a Telecom la ADSL, ma quelli rispondono picche.

In questo contesto - ricordo che in Italia tantissimi non vivono nei capoluoghi di provincia ma in paesi più o meno piccoli - l'attuale
governo della repubblica decide di tagliare i fondi per l'investimento per la diffusione dell'ADSL o simili. Provocando le ire degli operatori del settore come Fastweb, e quella di acerrimi nemici come la CGIL o la Confindustria. 800 miseri milioni, quando per una infrastruttura largamente più inutile - in quanto cattedrale nel deserto di ferrovie e autostrade - come il ponte di Messina si spenderebbero diversi miliardi di euro. Come dice il poeta, al peggio non c'è mai fine. Il dramma è non capire che le infrastrutture di rete possono persino sostituire le autostrade e le ferrovie, possono creare profitto per tante imprese: non sono solo un modo per chattare nel tempo libero. Cosa ci vogliamo aspettare da questi governanti?



Postato da: lonelyrunner a 15:44 | link | commenti
navigando in rete

martedì, 03 novembre 2009
Colori d'autunno (a volte ritornano 2)

Sempre senza ADSL e telefono a casa. Per un internauta è una tragedia ma ci posso far poco. Il peggio è che ancora non si vede la fine, si teme ci possano volere ancora 2-3 mesi. Ma prima o poi tornerò in pianta stabile

Una settimana fa: reduce dal Chianti, con la voglia di tornare a fare un pò di sana corsa trail nei boschi. La Valle del Carza tra casa mia e Vaglia è un tripudio di colori e ne approfitto per spostarmi a Paterno. Qui abbandono l'auto e risalgo il Carzola secchissimo come sempre. Molti MTBikers, ma soprattutto molti cacciatori: poi scoprirò che è zona di caccia, non la cinghiale ma a volatili. Mah, io comunque li vedo inoperosi. OK, salita a Pescina, salita agli Scollini poi via sulla Terza Punta. Solita meraviglia in vetta, peccato sia crollata la croce. Come al solito mi avventuro nel bosco verso le altre 2 vette, quel tratto è meraviglioso, non ripido ma un pò tortuoso, sentiero single-track, salti sui tronchi, fantastico. Arrivato sulla prima punta decido di scendere a Poggio Trini: tratto veramente fantastico, un angolo di sentiero veramente selvaggio, bello tecnico. Tornano agli Scollini andata e ritorno fino ai Seppi e poi di nuovo giù a Paterno. Rimane vivido il ricordo delle colline di Monte Senario e delle valli del Carza e della Marinella di Legri, coloratissime (e ora che è novembre lo saranno pure di più)

Traccia GPS:
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=399472


Postato da: lonelyrunner a 19:00 | link | commenti
correre, allenarsi, in montagna

domenica, 18 ottobre 2009
Torno a scrivere: Ecomaratona del Chianti 2009

finalmente torno a scrivere due cose. tanto per tranquillizzare i miei fan (ah ah ah). sono vivo e vegeto, corro raramente e con pochi Km, sono dedicato alla casa, e ho neanche tanta voglia di correre.
Possono esserci periodi in cui si ha poca voglia, ed allora è inutile insistere.
Oggi comunque sono tornato alla terza edizione della Eco del Chianti. La maggiore attrattiva per me era il ritrovare tanti amici e il partecipare assieme ai miei compagni di squadra, scesi in massa da Scandicci per correre i 18Km ma specialmente la Eco. Freddo e vento, partenza in compagnia e passo i primi 10Km a illustrare il percorso, spiegare le salite, godermi in compagnia il Cippo di Montaperti poi Monte Giachi.
Ottima la salita principale del percorso a Villa a Sesta, però dopo rallento un pò troppo e dopo san Gusmè stringo i denti per finire di mio passo in 4h34'. Contando che l'anno scorso ero più in forma ma ci ho messo poco meno sono contento. Quando la voglia tornerà avrò solo l'imbarazzo di scegliere quali gare puntare.

Postato da: lonelyrunner a 20:54 | link | commenti (2)
correre, in montagna, gareggiare

giovedì, 17 settembre 2009
Trail Foreste Casentinesi 2009

Trail FAVOLOSO
pochissimo asfalto, un migliaio di Km di dislivello, un par d'ore di corsa, pochissimo cielo visibile sepolti come siamo in una delle più belle foreste d'Europa. Foresta vera e propria, mica bosco: alberi fitti, faggi castagni pini abeti. La cosa più bella: i raggi del sole che timidi si infiltrano nel folto del bosco, collidono con l'umidità e creano quell'atmosfera magica , una luminosità soffusa, con le ombre degli atleti davanti a te che si muovono dolcemente in mezzo alla luce. Si parte subito su una salita aspra e senza respiro, però è all'inizio e si corre. Seguono poi una bella discesa ripida, tanti tantissimi saliscendi, fino all'Eremo di Camaldoli, altra salitina falsopiani interminabili, ultima discesa finale molto tecnica in mezzo a sentieri sassi e pigne.
Pranzo offerto ai partecipanti, ottimo e abbondante. Compagnia di trailer: eccellente. Logisticamente ben piazzata così che c'è gente da mezza Italia e si va ad aggiungere ai vicini aretino-fiorentini. Grazie della compagnia a tutti.
 
Traccia GPS
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=357641


Postato da: lonelyrunner a 19:02 | link | commenti
correre, gareggiare

venerdì, 11 settembre 2009
Totti - Lentula - Torri

Carenza di gare estive, eppure avevo voglia di ricominciare. Sul calendario trovo la gara in oggetto. Abbastanza nota, una gara agostana ma che sapevo essere molto competitiva. Bene, cerchiamo di capire dove si trova questo Torri. Diamine, una delle più anguste e irraggiungibili vallate dell'Appennino Toscoemiliano, tra Pistoia e Porretta eppure i tempi stimati da mister Google per arrivarci paiono assurdi, così come le strade per arrivarci, le capre saprebbero trovare tratturi più agevoli. Trattasi della valle della Limentrella Orientale, che poi finisce nel Lago di Suviana e quindi nel Reno. Per arrivarci in modo più agevole scendo verso l'autostrada e la pianura e risalgo da Pistoia, una bella salitona deserta da cui si domina la piana pratese. Ad un tratto, puff! finisce il panorama e ci si trova in una valletta angusta, boscosissima. I toponimi parlano da soli della piovosità della zona: Fossato, L'Acqua, Acquerino. Avevo notato la valle durante il Da Piazza a Piazza, boscosissima. Il paese di Torri lo si raggiunge dopo una lunga salita, ovviamente è in vetta a una collina che domina la valle. Sapevo che non sarebbe stato semplice. La gente di qui parla un toscano strano, si sente l'influenza emiliana e d'altronde al dialetto della zona anche Guccini, che abita a pochissimi Km da Torri, ci ha dedicato un libro e ci ha scritto il romanzo Croniche Epafaniche.

Adoro la discesa, ma odio partire in discesa. Mi piace alla fine della corsa, all'inizio mi stanco troppo. Molta gente al via venuti da ogni parte, dal senese al modenese. Partenza a tutta, discesa asfaltata al 6% di pendenza, quasi continua. Pulsazioni alle stelle, sudore copioso nonostante l'altitudine - oltre 900mt al massimo - In fondo alla discesa, in fondo alla valle, il caldo si fa più intenso, mi superano in diversi, rallento. Per fortuna comincia subito la salita. Niente asfalto, una strada bianca abbastanza rovinata, bisogna guardare dove si mettono i piedi. Ripida, questa. Molti camminano, io prendo il mio passo regolare, mi rilasso all'inizio e poi ne supero diversi. La parte finale è la più tosta e ripida, molti arrancano, io accelero. Arrivo nel bel paesino arroccato sotto la chiesa che domina la valle appoggiata su uno sperone di roccia. Mi dicono che sono 40°, ultimo dei premiati. Piccola soddisfazione, addirittura mi chiamano sul palco con tanto di miss che mi porge un pacco di generi alimentare, addirittura bacio e foto di rito.

Mah, si vede che la gara qua è l'evento dell'anno. In effetti fino a qualche decennio fa qui al massimo  ci facevano il carbone e in effetti dall'altra parte della valle c'è il sentiero dei carbonai. Il ritorno a casa è avventuroso. Tornare nella piana fiorentina equivale ad affrontare il caldo torrido, preferisco godermi a finestrino aperto le stradine da capre e valico 3 valli trasversalmente. Poche auto su questi monti, anche i gitanti le evitano, almeno i pochi non intenti a cercare fresco o more o mirtilli. Si scende, si risale fino al tabernacolo di Gavigno dove c'era il mitico ristoro della schiacciata del DPAP. Poi discesa, salita, discesa, una strada che molti avrebbero timore di farla col Discovery, io con la mia Corsa d'antiquariato vado tranquillo facendo slalom tra buche e pietroni. Ce ne vorrebbero altre di gare così, tanto per far conoscere meglio luoghi sconosciuti e irraggiungibili. Gareggiare per me ha sempre voluto dire soprattutto questo, conoscere nuove zone, nuovi paesaggi, nuove terre; non importa se lontane o vicine a casa, basta ampliare la conoscenza del territorio, di strade e boschi, di persone e luoghi.

Postato da: lonelyrunner a 10:46 | link | commenti (1)
correre, in montagna, gareggiare

Val di Fassa mon amour

Rieccomi a scrivere dopo le vacanze e tanto lavoro per sistemare la casa, attivare le utenze, sistemare libri, comprare elettrodomestici.

Fassa, dicevo, un grande amore.
Non come la mia compagna che per vivere qui pianterebbe tutto e si ritirerebbe ad allevare mucche, ma tutto sommato anche io ogni volta che vado nella valle ci lascio il cuore. Starei ore seduto ai tavolini di una gelateria di Vigo ad ammirare Cima Dodici e il bosco che scende verso Soraga, magari nel tardo pomeriggio quando le ombre si allungano, i colori si intensificano e il contrasto aumenta. Dato che la noia non fa mai capolino mi trovo sempre a fare cose nuove.
Questa estate il top è stato il primo giorno con una lunga escursione: partenza dal Gardeccia, salita al Passo Principe e poi al Passo Antermoia: discesa all'omonimo lago in un paesaggio spettrale in mezzo ai ghiaioni in un luogo dove d'inverno ci sono una o due decine di metri di neve, siamo ad oltre 2500 metri. Anche d'estate fa freddo, specie se come a noi capita una bella grandinata. Discesa poi versola bella e soleggiata Val Duron fino a Campitello. Escursione lunga ma bellissima.
Non è mancato un giro classico, quello del Sassolungo: discesa frenetica dal Demetz verso il Vicenza, panorama fantastico sia del ghiaiosissimo vallone che dell'Alpe di Siusi. Rientro dalla Città dei Sassi.
Un evento quest'anno imperdibile è stata la Festa Ta Mont (tra i monti). Organizzata meravigliosamente, due giorni passati nella Valle San Niccolò, in mezzo ai prati ed alle malghe. Tra un'escursione alle Cascate e ricche mangiate di kaiserschmarren e bevute di radler nei vari punti ristoro, degna di nota è stata la visita al Villaggio Medievale ottimamente ricostruito: e ottimo è stato il momento teatrale, con la recitazione delle leggende di Fanes: specie lo spettacolo delle 21 di domenica 2 agosto è stato emozionante, con le montagne illuminate dai fari e la storia di Lidsanel nei prati della Malga Crocifisso.

In vacanza trovo un volantino all'ufficio turistico. Anter le lum, in ladino "in mezzo alle luci". Gra notturna del campionato della val di Fassa. Che sarà mai? Chiedo , sento che è una gara in mezzo al paese, al tramonto. Mi decido e ci vado, timoroso che sia affollata di campioni e disertata dalle schiappe come me. Prima però ci sono le gare dei ragazzini, di tutte le categorie. Niente male, alcuni sono forti. Poi partiamo noi grandi. Via lungo il Rio San Niccolò, poi fino al campeggio Vidor, salita lenta e traditrice perchè inesorabile. Poi i prati del Ciancoal, il lungoAvisio e il ritorno da Pera. Corsa a tutta per non sfigurare e in effetti non sono andato malissimo. Il momento più bello alla partenza, in faccia alle mie adorate vette Cima Undici e Cima Dodici. Al tramonto, col grigio che vira verso il rosso, fantastiche. Anche gareggiare qui è bello.

Rimane l'istinto del runner, anzi del trailer/skyrunner: esploro diversi sentieri, in basso purtroppo. Ma una cosa che vorrò fare prima o poi è salire dai Bagni di Pozza fino in vetta alla Cima Dodici, scendendo poi dalla Val Monzoni. Itinerario non lunghissimo ma durissimo. L'istinto rimane, sì, e ogni volto che visito un setniero nuovo non ometto mai di pensare a come sarebbe correndolo.
Tornato una volta ancora al Rifugio Boè in cima all'altipiano del Sella, non mi riesce frenarmi e decido di rifare il primo pezzo di discesa della Dolomiti Skyrace. Quindi decido di partire verso quella parete verticale davanti a noi, la Forcella dei Camosci e su fino al Piz Boè, Capanna Fassa. 3152metri. Stavolta mi posso godere il paesaggio, veramente incredibile da così in alto. Civetta, Pelmo, Tofane, Porta Vescovo sembra giù bassa bassa offuscata nel vedere dalla maestosità della Marmolada, unica vetta più alta di qui. Sua Maestà il Sassolungo domina ad oriente.
Discesa: assassina, ripidissima, importantissimo reggersi e fare attenzione. In totale, 2Km uno a salire e uno a scendere, D+ e D+ di 300 metri, ben 35 minuti in tutto! Per soli 2Km.


Postato da: lonelyrunner a 10:44 | link | commenti
varie, correre, in montagna

martedì, 28 luglio 2009
Acquisto&vacanze

Finalmente ho comprato casa. Fatto il rogito stasera, sborsata $cifrona grazie a Babbo&Mamma SRL non andrò ad ingrassare i forzieri delle banche. Ci abito già da 10 giorni, un gran piacere davvero. Ora c'è il divertimento di arredarla: cucina e camera già ci sono e sono uno splendore. Domani parto per le Dolomiti, al ritorno procederò all'acquisto dei mobili per libreria, sala. Sono contento. E ora buone vacanze a me e a tutti!

Postato da: lonelyrunner a 19:52 | link | commenti (1)
varie

Notturna di Poggio Valicaia (Scandicci, FI)

Poggio Valicaia, una vetta delle molte che circondano a sud-ovest la piana di Firenze, insieme a un gruppo di colline che separa le valli della Greve e della Pesa. Un parco in cima a questa vetta, molto frequentato d'estate perché ventilato e ombreggiato. Tutt'intorno, boschi di lecci , quercioli, pini. Sentieri Numerosissimi, in pietra o in terra battuta. Ci ho corso innumerevoli volte, anche quando non ero un trailer ma già correvo su questi sentieri. Giovedì scorso, ultima atto della stagione primavera-estate: una gara notturna cui non avevo mai partecipato prima. Partenza sul largo sentiero in terra battuta dietro al parco, avevo voglia di tirare prima delle vacanze e son partito allegro, poi tratto su strada bianca prima di un nuovo sentiero. Chiacchiere in corsa sulla recente skyrace per poi entrare in uno stretto sentierino, a me sconosciuto che ho fatto quindi con piacere. Saliscendi massacranti, rallento e mi stacco. Nel finale si entra nel sentiero single-track dietro il colle della Poggiona, tuttoi n falsopiano stringo i denti e ce la metto tutta. Alla fine 38.20 per fare poco più di 8Km, non malaccio. Ma ormai la forma se ne sta andando. E quindi meglio lasciarla andare del tutto, ritornerò a correre dopo le vacanze.  Di quella gara mi resta quindi un bellissimo ritorno su questi colli, pieni di sentieri meravigliosi. Niente pacco gara ma cena di gruppo con tutti gli amici podisti al tramonto, in mezzo al bosco. Pasta porchetta e fagioli per tutti, risate, racconti sulle ultime gare, atmosfera di festa per questo saluto prima delle vacanze. Ho sempre adorato le notturne tra maggio e luglio, questa è l'ultima - le prossime a fine agosto e settembre saranno al buio  e non mi piacciono - e sento un poco di malinconia: queste garette fanno incontrare spesso gli amici, si corre semrpe ad alto ritmo e al massimo del divertimento, senza pensieri. Ma ci sarà tempo per trovare nuovi obiettivi, questo mi piace della corsa, che trovi sempre qualcosa di nuovo.

Postato da: lonelyrunner a 19:48 | link | commenti
correre, gareggiare

lunedì, 27 luglio 2009
La forma della paura, di Giancarlo De Cataldo e Mimmo Rafele

De Cataldo torna in pista dopo il bello ma non eccellente  "nelle mani giuste", con un'opera scritta a 4 mani con Mimmo Rafele. Un noir all'italiana, filone ampiamente sfruttato nell'ultimo decennio ma che regala ancora perle notevoli. A me è piaciuto molto. Probabilmente perché parla del mondo di oggi, un romanzo davvero estremamente contemporaneo che a parte un antefatto nella Kraijna serbo-croata di un quindicennio fa si sporca ampiamente le mani con una storia realistica dell'oggi. Temi affrontati: lo scontro di civiltà, forze dell'ordine deviate, le diverse forme delle Stato. Sempre uno scontro tra buoni e cattivi, ma in questo non c'è niente di male. Ed è molto bella la descrizione di queste frange estreme che si muovono ai margini della polizia ma ben dentro una certa politica, teorizzando lo scontro delle civiltà e seminando il terrore fingendo di combatterlo. Notevolissimo quindi, perché sono temi a me cari e che ho discusso e su cui rifletto spesso. Colpisce quindi principalmente il valore attuale del romanzo e come sia assolutamente tutto realistico, se non addirittura possibile.

Postato da: lonelyrunner a 21:58 | link | commenti
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martedì, 21 luglio 2009
Ritorno a Fornovolasco

Clima stupendo, cielo terso e splendente, colori che abbagliano, ieri mattina a Fornovolasco. 2 anni dopo torno in questa fresca gola, completamente immersa nel verde. In questo minuscolo paesino di vecchie case in pietra, arroccato in fondo alla valle dove le pareti boscose, praticamente verticali, iniziano a salire minacciose verso le vette delle Panie. Davanti, sopra di noi, MOLTO sopra di noi, l'arco del Monte Forato. Ancora più in alto, sulla destra, la vetta della Pania della Croce. Se c'è una gara dove si possono definire i concorrenti come dei pazzi, è questa. Molta meno gente degli anni passati, direi meno della metà: inutile dirlo ma la disgrazia di 1 anno fa la abbiamo tutti in mente. Questo ha reso tutti consapevoli che la montagna non va mai sottovalutata, e che l'attenzione e la prudenza devono essere il filo conduttore di tutta la gara: da parte mia, fiero sostenitore della tesi "meglio aver paura che buscarne", ho corso con il caschetto protettivo presente nel pacco gara, ed eravamo in diversi. In partenza salita nei boschi, verdissimi come mai. 500 metri di dislivello si fanno in un attimo a gambe fresche, il peggio è che si continua a salire lungo la cresta che conduce alla Pania. Il passaggio dal Monte Forato è spettacolare, veramente unico, solo passare di qui merita la partecipazione, una folla incredibile di grandi e bambini ad applaudire. Salite e discese, rigorosamente in single track o su pesanti lastroni di roccia, si susseguono ininterrottamente. Dopo oltre 1 ora inizia il tratto a mio avviso più pericoloso, il lungo sentiero sul versante versiliese della Pania, una sequenza di saliscendi su tratti attrezzati , spesso con pochissimo spazio ove passare. Massima concentrazione. Occhi fissi a terra a guardare dove si mettono i piedi. Sosta al rifugio del Freo, poi si attacca la salita. Sono oltre 1h30' di gara, e inizia la terribile ascesa, un versante ripidissimo verso il cielo, 2700 metri di sentiero e 650 metri di dislivello con una pendenza media del 25%. Terrificante, la mente nasconde a se stessa la prova che si sta per affrontare. Impossibile correre anche un solo metro, non c'è tregua anzi più si sale più diventa ripida. Le bandiere che indicano la fine della salita sembrano alte e irraggiungibili. Sole a picco, ma fa fresco e ci si mette pure l'elicottero che riprende la prima donna che è subito dietro a me, saluto le telecamere con un sorriso corrucciato dal vento gelido delle pale dell'aeromobile. Passaggio in vetta, una gran folla anche qui, discesa di passo in quella pietraia terrificante del Vallone dell'Inferno: per fortuna dopo poco si può ricominciare a correre: un grazie alle mie scarpe Lasportiva Skyrace, veramente eccellenti per il compromesso leggerezza-grip-stabilità.  Ho corso con il partner virtuale sul Garmin, la traccia del sottoscritto di 2 anni fa, che mi ha staccato sulla salita della Pania di un par di minuti: ma in discesa piano piano mi avvicino, il camoscio che è in me vola in questi tornantini nel bosco. Sull'asfalto volo e raggiungo il me stesso di 2 anni fa, oltre a seminare la prima donna, e affronto l'ultima discesa finale tutta nel bosco su un sentiero veloce ma per niente agevole, salitona finale e picchiata finale, arrivo a godermi cocomero e birra. Stravolto, la gara è veramente tostissima,senza tregua Sinceramente non la ricordavo così dura, ancor più dura e tecnicamente difficile della Dolomiti Skyrace che negli ultimi 4-5 Km non chiede molto se non buttarsi giù in discesa. Bellissima, ma assolutamente non per tutti: essere in pochi è sicuramente meglio, dà più sicurezza, più tranquillità per i moltissimi volontari a fare assistenza. Il caschetto forse è una prudenza eccessiva ma sono solo 200 grammi e il fastidio maggiore che dà è per l'eccessiva sudorazione. In sintesi giornata indimenticabile a sancire la fine della prima parte della mia stagione. Ora riposo e ferie, poi ad agosto andrò a ricominciare.

Postato da: lonelyrunner a 19:50 | link | commenti
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mercoledì, 15 luglio 2009
Ventasso, e tre!

E sono tre, le volte che arrivo a Busana per cimentarmi con questa montagna favolosa. Il Ventasso, intrico di boschi rovi sterpi sassi, pareti a picco sopra paesini abbarbicati sul niente. Credo non ci sia una gara che riesca a farmi sbocciare un sorriso come questa. Perchè alla fine correre è quasi solo un contorno: non si ama il Ventasso solo per questi 42Km e 2000 metri di dislivello, ma soprattutto per quello che c'è dietro. Dietro, c'è la passione della gente di Busana e degli altri comuni della zona. Passione è riduttivo, ma potrei passare ore a cercare su un vocabolario e non riuscirei a trovare una parola capace di sintetizzare tutto quello che c'è dietro la parola passione: c'è la cortesia, la disponibilità, la simpatia, l'allegria, l'empatia, l'amicizia, la gentilezza. La dignità, la fierezza, l'amore. L'amore per la propria terra, per la propria montagna, per tutti coloro che la amano. Il paradiso del trail, un'organizzazione talmente eccellente da poter solo ringraziare chi, organizzando l'ecomaratona, ci ha permesso di conoscere questi monti.  Serve proprio dire altro? Potrei aggiungere che a tutti i ristori ci è stata riservata una frase di incoraggiamento, che anche la polizia municipale a controllare gli incroci ha applaudito, che il tifo della gente sul percorso era al livello di tante maratone cittadine da 5000 e più partecipanti , che gli applausi sono fioccati e più sembri sofferente più quelli aumentano d'intensità.

La mia gara passa in subordine: giunto a Busana stravolto per carenza di sonno e iperattività da lavoro, mi sono sì stupito di una insolita brillantezza di gambe nella prima metà, con un tratto Busana-Cervarezza-Nismozza fatto alla grande e una salita accorta ma comunque lesta: salvo realizzare in zona Pratizzano che non ne avevo più, precipitando in una grossa crisi che mi ha rallentato tantissimo. Solo dal 30° in poi piano piano ho iniziato a riprendermi, in quel tratto estremamente difficoltoso tra Montemiscoso e il campeggio, dove tanti hanno sofferto ben più di me. Alla fine ne avevo ancora e tutto sommato ciò mi rinfranca. Mai quanto il post-gara, quel pranzo servito dai volontari, discussioni con i compagni amici trailer, terzo tempo con bevute di birra e risate. Sì, tutto sommato la gara è quasi una scusa, per poter conoscere il mondo e per apprezzare la compagnia di persone con la nostra stessa passione.

Postato da: lonelyrunner a 20:44 | link | commenti (2)
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venerdì, 10 luglio 2009
"Sotto un cielo cremisi" , di J. R. Lansdale

Il Far West esiste ancora, ne è cantore magistrale Joe R. Lansdale, si trova nel Texas orientale: popolato da personaggi inconsueti in mondo quasi privo di legge, dove ci sono i buoni duri e maneschi ma col cuore d'oro e i cattivi, spesso stupidi, sempre armati e male intenzionati. Hap Collins e Leonard Pine non sono certo Gary Cooper o John Wayne ma si danno da fare per il nostro piacere di lettori, che nelle loro storie ritroviamo avventure che sembrano quelle di indiani contro cow boy della nostra infanzia. Questo nuovo capitolo delle storie della più bizzarra coppia di maldestri avventurieri che si possa trovare torna ad essere di notevole livello, quasi a quello del Mambo o dell'inarrivabile Mucho Mojo. I nostri sembrano invecchiati, un poco meno svegli e sicuri di sè, un pò più cinici e freddi. Sempre bravissimi a cacciarsi nei guai, i nostri "Gemelli Disastro", un vero fiuto innato per i casini. Hap & Leo sembrano avere più voglia di casa, di  tranquillità con i partner e di serate a bere Dr. Pepper (che cavolo sarà?) mangiando biscotti alla vaniglia, ma quando si mettono a menare le mani paiono ancora più spietati e per difendersi non esitano a regalare un colpo di grazia, l'istinto della vendetta è sempre più presente. Stavolta i combinaguai per fare il solito favore finiscono per pestare i piedi alla mafia del sud e loro malgrado iniziano una lotta senza esclusione di colpi contro spietati killer; a completare il casino c'è pure l'FBI.
Rispetto agli altri romanzi questo mi è sembrato ben più decadente: personaggi sempre più disillusi, città sempre più solitarie e tristi, mancano solo i cespugli sospinti dal vento e una porta del saloon che sbatte. Un contesto crepuscolare, quello di un'America negli ultimi giorni dell'impero; o forse è solo il nostro Texas orientale caro ai fan di Lansdale sempre più isolato dal resto del mondo, sempre più a sè, avulsa dalla realtà moderna.   Non cambia invece la prosa di Lansdale, sempre fluida e scorrevole, con un ritmo cangiante che lascia sempre un pò di respiro prima di ogni scena di azione, geniale nelle descrizioni meticolose di concitate scene di violenza, quasi sempre in discorso indiretto, così cinematografiche che ancora una volta mi chiedo come mai nessuno ne abbia tratto un film. Personaggi all'altezza, dai protagonisti fino alle loro spalle in grande spolvero (specie Brett), e qualche new entry di grande spessore (il capitolo in cui Tonto descrive la propria vita per me è il migliore del romanzo). Intreccio complesso, ad esser pignoli non convincente al 100% in qualche dettaglio ma ugualmente molto molto godibile. Calde atmosfere cremisi, come il titolo azzeccatissimo dell'edizione italiana del romanzo, sicuramente molto più convincente dell'originale Vanilla Ride, personaggio secondario ma che meriterebbe maggiore approfondimento: magari nel prossimo capitolo delle storie dei due nostri matti avventurieri?



Postato da: lonelyrunner a 17:26 | link | commenti
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domenica, 05 luglio 2009
Da Pistoia a San Marcello


Un anno dopo essere arrivato al Passo dell'Abetone, ho deciso di riprovarci a metà. Nessuna voglia di pensare ad arrivare fino alla vetta, troppo lunga calda faticosa e dura: per quest'anno ho già dato. Affrontare anche solo 30Km non mi pareva un impegno da poco dopo il Passatore e la Eco dei Laghi.  Partenza molto presto per contrastare il caldo, alle 7,30 dalla bella piazza del Duomo. Bellissima la sfilata di tanti concorrenti per le vie di una Pistoia ancora  addormentata. Quest'anno fa molto fresco per la stagione, condizioni ottime per una gara generalmente bollente seppur in montagna. 5Km di lievissima ascesa su falsopiano, dove conviene andar tranquilli. Poi dopo un ponte si attacca la tremenda salita delle Piastre, lunga 8,5Km, durissima nei primi 3 Km dove penso sia sul 9% di pendenza media. Con i compagni di squadra tengo un buon ritmo, la brillantezza non c'è per niente dopo la gara tirata della sera precedente . Tanta gente in salita è una gara sempre affollatissima, molti li supero e non vado poi così malaccio. Arrivo al passo delle Piastre e ci buttiamo nel lungo falsopiano a favore della fredda valle del Reno, attraverso le antiche ghiacciaie. A Campotizzoro si torna a salire, si passa in mezzo alle antiche fabbriche metallurgiche e meccaniche vecchie di 100 anni, residuo delle utopie industriali e solidaristiche dell'Ottocento, ben strane a trovarsi qui in mezzo alla aspra montagna pistoiese: eppure ci sono, qualcosina funziona ancora - credo però non sopravviverà all'attuale crisi - ci sono ancora i resti dei bunker antiaereo dell'ultima guerra. Si percorre una lieve salita un tempo occupata da un trenino che dalla valle del Reno saliva alle fabbriche poi al passo dell'Oppio e scendeva a San Marcello. Si attraversa Maresca, ridente paesino ai piedi delle montagne che salgono al Corno alle Scale, davanti a noi la splendida vastissima Foresta del Teso. Salita ripida al passo dell'Oppio, poi discesa fino al bellissimo borgo medievale di Gavinana (quello del difensore della Repubblica fiorentina Ferrucci che dopo una battaglia disse a Maramaldo "vile tu uccidi un uomo morto"). Qui c'è il 25° Km, per noi manca pochissimo, per chi fa la gara lunga siamo solo a metà distanza e metà dislivello. In discesa sono un pò bloccato ma l'ultimo Km in piano verso San Marcello mi dà nuova grinta e finisco in ottime condizioni in 2h53'. C'è una bellissima atmosfera al traguardo, molti spettatori plaudenti, un bel sole che bacia le montagne boscosissime, tanti incitamenti per chi prosegue per i 50Km. Ampio ristoro, docce, risate, sole, cielo terso e chiacchiericci. Molto bello qui, sarebbe un'ottima località di partenza per gare di montagna. Guardo i partecipanti alla distanza lunga, li ammiro molto. Già questi 30Km sono duri ma assolutamente alla portata di chi ha il passo regolare e una appena discreta preparazione alla distanza. Ma i 50Km, sono tutt'altra cosa. Mi tornano alla mente i ricordi di un anno fa, la picchiata nella valle della Lima, il caldo e l'umidità terrificante in fondo valle, la salitona finale, senza respiro, sotto un sole africano, estenuante, che dà tregua solo quando sei già arrivato e sfinito. Sì, proprio tutt'altra gara e infatti molti la giudicano più impegnativa e massacrante del Passatore. Un giorno la rifarò, magari più motivato di un anno fa.

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correre, gareggiare

mercoledì, 01 luglio 2009
Scandicci by night

In tre giorni consecutivi, 3 gare notturne nel mio paese natale. La prima non l'ho corsa, ma la ricordo perchè si tratta di un circuito 3x3Km collinare molto impegnativo sul percorso appunto di 3Km dove ho iniziato a muovere i miei primi passi di corsa tanti anni fa
Venerdì scorso invece nei pressi della Villa Di Castelpulci, già citata in questo blog per essere stato il manicomio dove visse e morì il poeta Dino Campana: l'antica villa è stata recentemente restaurata, non si sa cosa ci finirà dentro, le istituzioni politiche discutono da anni. Una garetta notturna molto carina, anche molto dura con le ripide discesa e salita della Valimorta. Una specie di riscaldamento per me.
Sabato invece una garetta che amo moltissimo sulle colline della Val Di Pesa. Gara molto difficile, con partenza in salita, ampio tratto su sentiero, discesa asfaltata e poi di nuovo su un sentiero estremamente tecnico e ripido, salita finale durissima la prima parte asfaltata con un ultima rampa ripidissima in mezzo ai campi. Quasi una metà trail, insomma, e neanche facile. Partenza veloce, troppo veloce, le pulsazioni schizzano subito alle stelle, mi sopravvaluto. Poi si tratta solo di stringere i denti nella salita e, ahimè anche nella picchiata in discesa, un budello terrificante in mezzo ai boschi di pini ed a cespugli di ginestre, vista verdi colline toscane impossibili da ammirare perchè conviene guardare per bene dove si mettono i piedi. Salitona finale allucinante da veri sadici, stringo ancor di più i denti e arrivo bello stanco, un ottimo 21° posto con il mio miglior tempo di sempre qui. La cosa che più mi piace di questa garetta, assieme al percorso tosto e boscoso, è la doccia: artigianale, in un prato, con i tubi montati su dei cipressi , ci si cambia e ci si asciuga sull'erba al calar della sera, ammirando i dolci profili del Chianti, in attesa di una mangiata di fiori di zucca.

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correre

giovedì, 25 giugno 2009
Commenti politico-referendari

Passati i ballottaggi mi viene voglia di fare un punto della situazione politico-elettorale italiana ad oggi Partiamo quindi dalle


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politica, riflettere

lunedì, 22 giugno 2009
Ecomaratona dei laghi

Osservavo la temperatura sul cruscotto dell'auto, avvicinandomi verso Castiglione dei Pepoli. Pericolosamente bassa, con la pioggia che batteva il cruscotto incessante salendo verso Roncobilaccio, e io che facendo in fretta la borsa la sera prima mi ero fidato di alcune previsioni per cui non avevo quasi niente di adatto a quelle temperature. Correre a giugno con 10° e la pioggia non è proprio cosa di tutti i giorni, la cosa mi metteva a disagio. Recuperavo una maglietta in fondo alla borsa, e persino un paio di guanti lì dimenticati da chissà quanto. Poca gente in partenza, purtroppo: la gara meritava sicuramente molta più presenza. Perchè dopo i primi Km con un pò di asfalto ci si addentra in un bosco fittissimo, completamente ricolmo di fango, sentieri molto ripidi che portano sulle rive del lago Brasimone, che veniva percorso sul lato occidentale in mezzo ai campi e all'erba folta. Poi ancora solo bosco, sentieri e mulattiere ancor più pendenti, discese accidentate in mezzo ai pini. Qui, attorno a un terzo di gara, mi ritrovavo da solo. Solo, in mezzo alla nebbia che penetrava attraverso i rami, nel buio di una foresta di pini. Un luogo selvaggio, io nel mezzo. Ecco, fino a un terzo di gara ho corso bene, rapido e deciso in discesa, in spinta in salita. Dopo, un pò di oscurità calava pure su di me. C'era la salita che concludeva la prima metà della gara, che non ricordavo così lunga e ripida. Poi il lungo sentiero nei pressi del crinale: ogni tanto il bosco si apriva e lasciava intravedere la maestosità delle cime, il verde profondo dei boschi, la grigia pesantezza delle nubi. Di nuovo bosco, il sentiero GEA per un breve tratto, fango, sempre più fango: rotolavo, scivola in continuazione, mi ammaccavo le mani che continuavano a dolere per tutta la discesa successiva insieme alla pancia, probabile effetto del freddo. Dopo una sosta iniziava la solitaria ascesa al Monte Baducco. Non sembrava certo di fare una gara, mi pareva piuttosto di fare un allenamento visto che ho passato quasi un'ora senza vedere anima viva in mezzo al fango e alle felci. Il trail è anche questo, può capitare e bisogna farsi forza e proseguire. La salita intorno al 30° non finiva mai, quella me la ricordavo bene. Come ricordavo bene la discesa tortuosa successiva e l'ultima salita, breve ma ripida, nella foresta di pini. Discesa finale, finalmente vedo altre persone, bellissimo scendere in un bosco così splendido. Ultimi 2Km di asfalto, fatti con gran fatica e gambe insolitamente dure e poco sprintose. All'arrivo di Faenza, pensavo, ero molto più pimpante, mentre ieri invece ha sentito diversi accenni di crampi. Beh, può capitare. Il tempo finale di 4h49' è ababstanza soddisfacente, certo che una decina di minuti in meno li potevo avere. Ma non sempre le cose vanno bene, e mi accontento di aver sguazzato un bel pò nel fango, e aver passato bellissime ore in comunione coi selvaggi boschi appenninici. 

Un commento sulla manifestazione: percorso bellissimo, magari un pò troppo asfalto specie all'inizio. Da sottolineare la frecciatura: qualcuno so che si è perso, ma sono sicurissimo trattarsi di podisti da strada inesperti di trail. Praticamente un segnale in media ogni 20 metri, o sassi verniciati o nastri biancorossi o i cartelli fissi che rendono il percorso fattibile tutto l'anno: perfetta, la migliore mai vista. Sì, meriterebbe molta più partecipazione, e probabilmente lo spostamento a metà giugno non ha giovato.


Traccia GPS

Foto (dal sito di Piero Giacomelli)



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correre, in montagna, gareggiare

Piazzamento

Ormai corro talmente poco e sono talmente poco allenato per le gare brevi che quando le corro mi sembra di fare più fatica che in una maratona: perchè si parte a tutta e si deve stringere i denti da subito, perchè come Einstein insegna con la velocità il tempo si dilata e una decina di minuti sembra un'eternità, perchè la preparazione per la lunga distanza mi ha impedito di lavorare sulla potenza aerobica.
Per questo martedì scorso ho deciso di tirare una garetta veloce, a Malmantile: un paesino splendido su una collina sopra Lastra a Signa, dove si svolge annualmente una festa medievale molto molto carina.
Dicevo, gara veloce di 7,75Km, ma molto mossa, tanti saliscendi e falsopiani. I miei compagni di squadra partono a manetta, mi scattano di mezzo minuto nel 1° Km, poi a sorpresa reggo e nella salita finale li avvicino. E con sorpresa mi piazzo a premi: evento raro ora che gareggio raramente, molto molto piacevole, non tanto per il premio quanto per l'intima soddisfazione. Quel che ha fatto piacere è sentire buone cose nelle gambe , specie la brillantezza su ritmi elevati. Molto molto bene.

Postato da: lonelyrunner a 21:22 | link | commenti
correre, gareggiare

sabato, 13 giugno 2009
Post Passatore

Sono stato una settimana indeciso su quando avrei ricominciato a correre. In realtà non ho mai avuto problemi significativi, anzi il giorno dopo la grande gara ho persino 400metri per arrivare allo stadio in tempo. Comunque ho ricominciato  con un pò di palestra, leggera, bici e ellittica
Ma la molla della corsa era forte, sabato scorso non ho resistito e sono andato a San Donato, nei pressi di Reggello. Un paesino in mezzo agli oliveti, sotto la foresta di Vallombrosa. Le premesse c'erano tutte ma si è rivelata una gara bellissima, molto tosta e con ampio dislivello e numerosi passaggi su sentiero anche discretamente tecnici. Gambe molto imballate e rigide, nonostante ciò ho tirato fuori una discreta prestazione.




Mercoledì e giovedì in Val Di Pesa, la valle a sud di Scandicci: 2 notturne collinari, gare che ho fatto fin da ragazzino, che mi hanno sempre appassionato. Si corre al tramonto, in mezzo alle colline: nel silenzio rotto solo dalle chiacchiere tra podisti, ammirando i paesaggi che si stendono fino agli Appennini Pistoiesi e alle Apuane. Bellissime. Tante chiacchierate con gli amici della società con cui abbiamo condiviso l'esperienza del Passatore, e doverosa fermata alla sagra locale a fare onore a sontuosa grigliata di carne.
La prima, a Chiesanuova, fatta a ritmo medio. La seconda, ben più impegnativa a Cerbaia, è ancor più bella, e la ricordo con piacere perchè è qui che iniziai a correre tanti anni fa. Quest'ultima l'ho tirata: avevo proprio voglia di sentire il fiatone, di far girare le gambe a tutta: 10Km in 45', non malaccio con un bel dislivello dentro. Decisamente rispetto a una settimana fa le condizioni sono molto migliorate, ancora non c'è una gran brillantezza ma non mi lamento. Anzi, nonostante i pochissimi lavori di qualità dell'ultimo mese e mezzo, ho percepito di non essere così lento. Merito, probabilmente, del peso perso.

Ora week end di riposo, da lunedì si ricomincia.

Postato da: lonelyrunner a 13:40 | link | commenti

E anche io mi congratulo

Col Professor Alberto Tesi, neo rettore dell'Università di Firenze. Mio insegnante di Controlli Automatici a Ingegneria, mio relatore di laurea, soprattutto atleta e podista di grande valore, tante volte ci siamo ritrovati assieme in gara a spingerci a vicenda. Penso siano pochi gli studenti che possono dire di conoscere il proprio relatore ben al di fuori delle aule universitarie, io ho questa fortuna.
In bocca al lupo per un incarico molto gravoso, ben più di una maratona.

Postato da: lonelyrunner a 11:56 | link | commenti
varie

giovedì, 11 giugno 2009
Mi congratulo

Ancora eccitato dall'esperienza del Passatore, devo registrare una mole tale di complimenti quanti non ne ho avevo mai riscossi in 21 anni di onorata carriera podistica. Eppure qualcosina di buono nella corsa mi pareva di averla fatta. Amici, parenti, podisti, colleghi.... faccio quasi fatica a star dietro a tutti

Oggi a pranzo il ristoratore mi ha chiesto "ma te sei un maratoneta?" "sì" " si vede".
Beh, allora posso ingrassare pure un pochetto (intanto dopo il Passatore ci sto dando dentro, almeno a birra)

Ah, grazie a tutti i 3-4 lettori di questo blog

Postato da: lonelyrunner a 18:54 | link | commenti (3)
correre